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Final-eight scudetto Under 15
Le voci dei protagonisti
Bogliasco al settimo cielo per la conquista del titolo. Il Rapallo non nasconde la propria delusione. Bene le altre.
11/08/2017 - Redazione
 
Imponendosi in finale per 8 a 7 sul Rapallo, il Bogliasco si è aggiudicato lo Scudetto della categoria Under 15. Una vittoria accolta con straordinaria soddisfazione dallo staff biancazzurro e con particolare gioia dal trainer del Bogliasco Mario Sinatra, ma che ha lasciato, di contro, molto amaro in bocca al Rapallo che godeva dei favori del pronostico in quanto, oltre a godere dei privilegio di poter ospitare la final-eight nel proprio impianto (le prime due giornate sono state giocate nella vasca coperta), aveva battuto, in precedenza, in sede di qualificazione, lo stesso Bogliasco.
Più o meno doddifatte dell'andamento della rassegna le altre partecipanti.
Qui di seguito i commenti dalle varie sedi.
 
QUI BOGLIASCO
Bogliasco sale ancora una volta sul tetto d'Italia. A portare il tricolore in riva al Golfo Paradiso questa volta sono le ragazze dell'Under 15, che nella Final Eight di Rapallo hanno compiuto un'autentica impresa battendo nell'atto conclusivo del campionato nazionale le favoritissime padroni di casa del Rapallo, al termine di un derby che non ha deluso le attese della vigilia.
Ancora una medaglia pesantissima per la pallanuoto giovanile del Bogliasco, già capace in questa calda estate di laurearsi campione con i ragazzi dell'Under 20 e vicecampione con l'Under 19 femminile.
Due giorni dopo la sfida andata in scena nel girone preliminare delle Final Eight, vinta dalle tigulline, Bogliasco si prende quindi la più tremenda delle vendette, conquistando il tricolore proprio in casa delle rivali.
Finale bella e spettacolare, decisa all'ultimo respiro, quella del Poggiolino, nella quale si affrontano le due squadre più decorate a livello di pallanuoto giovanile femminile di tutt'Italia.
Parte bene Bogliasco che si porta due volte sul doppio vantaggio grazie alle realizzazione di Marini, Bettini e Rayner, inframezzate dalla prima rete rapallina di Co'. Poi le padrone di casa approfittano di una doppia superiorità numerica per dimezzare lo svantaggio con Giustini. Le biancazzurre provano ad allungare in apertura di seconda frazione ancora con Rayner, che finalizza la prima superiorità degli ospiti. Nei tre minuti prima del cambio vasca, però, le rapalline prima agguantano il pareggio, poi si portano addirittura sul doppio vantaggio mettendo a segno cinque reti in rapida sequenza alle quali risponde solo la splendida palombella di Bettini.
Accusato il colpo, le bogliaschine si risistemano e serrano i ranghi difensivi, impedendo a qualsiasi altra palla di terminare alle spalle di Sokhna nei sedici minuti finali. I margini restano invariati nella terza frazione, dove nessuna delle due squadre trova la via del gol. A spezzare il digiuno realizzativo ci pensa Linda Mannai a metà dell'ultima ripresa, imitata poco dopo da Dafne Bettini. Due gol che riportano la sfida in equilibrio a meno di tre minuti dalla sirena conclusiva. A quel punto ogni giocata può essere decisiva e la palla comincia a pesare come piombo nelle mani delle giocatrici.
Per decidere il campionato serve un episodio, come quello, contestatissimo, che arriva a 9 secondi dalla sirena. Al termine di una giocata offensiva del Bogliasco l'allenatrice del Rapallo chiama il time-out ma mentre la sfera è ancora in possesso delle rivali. L'arbitro se ne avvede e decreta un rigore per le ragazze di Sinatra. Dai cinque metri va Bettini che con una freddezza glaciale spara alle spalle della Bianco il pallone che significa tricolore. I restanti secondi di gioco non bastano infatti alle tigulline per trascinare la sfida oltre i tempi regolamentari. Finisce con l'urlo delle bogliaschine e con il classico tuffo collettivo di tutto lo staff biancazzurro nell'acqua clorata del Poggiolino.
 
“Per noi era già una vittoria essere arrivate in finale – commenta a fine gara Mario Sinatra - Stare tra le prime quattro squadre d'Italia era l'obiettivo che ci eravamo prefissate. Sono convinto che in termini generali il Rapallo avesse qualcosa in più di noi ma oggi, il fatto di giocare la finale in casa, forse le ha portate ad avere troppa tensione e noi siamo state brave ad approfittarne. E' andata così, la palla è rotonda e questa volta ha girato dalla nostra parte. Tuttavia credo che nel complesso di quanto visto in vasca oggi siamo state superiori alle nostre rivali. Per noi si chiude l'ennesima grande stagione a livello giovanile. Abbiamo ottenuto uno scudetto, un argento con le Under 19 e un quinto posto con le Under 17”.
 
QUI RAPALLO
Lo sport ha due facce: a volte si gioisce, altre volte si va incontro a cocenti delusioni. In certi casi, i sogni si infrangono inaspettatamente e il risveglio è ancora più amaro. È successo al Rapallo Pallanuoto, che non è riuscito per un soffio a compiere l'impresa di sollevare lo scudetto Under 15 femminile davanti al pubblico di casa della piscina comunale del Poggiolino, sede delle finali nazionali 2017 del campionato di categoria. Il titolo va alle “cugine” del Bogliasco, che si sono aggiudicate con una sola lunghezza di differenza, 8-7, la finalissima. 
Decisivo un tiro di rigore, concesso dall'arbitro a 9 secondi dalla sirena alla biancazzurre per via di un time out chiamato senza possesso dalla panchina gialloblu: decisione contestata dalla tifoseria rapallese, numerosissima sugli spalti per sostenere le ragazze allenate da Anett “Netti” Gyore. 
Terzo posto in classifica per il Pallanuoto Trieste, che si è aggiudicato ai tiri di rigore la “finalina” contro l'Orizzonte.
 
Il tecnico gialloblu Gyore, tuttavia, dà una lettura della sconfitta che esula dalla scelta arbitrale che ha portato al rigore decisivo trasformato dal capitano del Bogliasco, Dafne Bettini.
 
«Non entro nel merito dell'episodio che ha portato al rigore, purtroppo il match era da vincere prima e non siamo riuscite ad interpretarlo bene – commenta Gyore – Abbiamo commesso errori che solitamente evitiamo, in primis troppi passaggi sbagliati, e non abbiamo chiuso la partita nel momento cruciale. Ogni finale è una partita a sé e in questo caso non è stata giocata al meglio delle nostre possibilità. Probabilmente ha influito la tensione. Giocarsi lo scudetto in casa comporta maggiori aspettative e questo aspetto mentale ha avuto un impatto sul gioco: ricordiamo sempre che stiamo parlando di ragazzine di 14 anni. Sicuramente resta il rammarico, quello sì: le possibilità e le qualità per vincere c'erano tutte. Ringrazio per questa medaglia d'argento le ragazze e le loro famiglie, e poi Emanuela “Emma” Schiaffino che mi ha sempre dato grande supporto in panchina, la Società gialloblu e tutto lo Staff che ha lavorato con tanto impegno per l'organizzazione di questo evento e ci ha supportare per tutto l'anno».
 
Rimane in ogni caso la soddisfazione per aver centrato, anche al termine di questa stagione sportiva, il podio in tutte e tre le finali nazionali dei campionati giovanili.
 
«Ci manca forse un pizzico di fortuna in più per raggiungere il gradino più alto, ma la soddisfazione è comunque tanta, vuol dire che il lavoro svolto con il settore giovanile continua a dare i suoi frutti – conclude Netti Gyore – Ci riproveremo il prossimo anno».
 
In casa gialloblu, grande soddisfazione personale (e festeggiamenti da parte di tutta la squadra e dei tifosi) per Sofia Giustini, che si è aggiudicata i premi speciali di Miglior Marcatrice e Miglior Giocatrice. Miglior Portiere è invece Francesca Sena (Città di Cosenza).
 
QUI TRIESTE
La Pallanuoto Trieste è terza in Italia nella categoria Under 15 femminile. Le orchette hanno scacciato la delusione della sconfitta in semifinale con il Bogliasco, battendo (9-8 ai rigori) l’Orizzonte Catania nella finale per il bronzo. Un risultato meritato, che ha ripagato il gruppo guidato da Andrea Piccoli e Ilaria Colautti del tanto lavoro svolto in questa lunga e impegnativa stagione. 
 
“Grazie a tutti – esclama Andrea Piccoli, che a causa della squalifica rimediata in semifinale ha seguito la partita dalla tribuna – al presidente e al direttore sportivo per la fiducia che ci hanno concesso. Un grazie alle ragazze e alle loro famiglie. Ci godiamo questo terzo posto, anche se ad essere sinceri visti i valori in campo ci va un po’ stretto. Bene così comunque. La squadra si è allenata tantissimo per conquistare questo risultato, siamo tutti felicissimi”. 
“Risultato fantastico – racconta il direttore sportivo della Pallanuoto Trieste Andrea Brazzatti – ulteriore dimostrazione che il nostro settore giovanile è ormai costantemente ai massimi livelli in campo nazionale. La soddisfazione è doppia, perché abbiamo battuto una squadra guidata da due autentici monumenti della waterpolo femminile mondiale come Tania Di Mario e Martina Miceli. Complimenti ai nostri allenatori e bravissime le ragazze”.  
 
Come previsto è battaglia tra le orchette e la squadra siciliana. Jankovic sblocca dopo 2’30’’, l’Orizzonte però reagisce e ribalta la situazione con Spampinato e Marletta: 1-2 alla fine del primo periodo. La Pallanuoto Trieste gioca con grinta e lotta su tutti i palloni. Il pareggio alabardato arriva a 46’’ dal cambio di campo, autore capitan Jankovic (2-2). Nel terzo periodo la Pallanuoto Trieste mette la freccia e opera il sorpasso grazie alle reti di Marussi e Mancini: 4-2 a 7’ minuti dalla fine. Il Catania non ci sta e opera la rimonta, concretizzata da Giuffrida a 1’23’’ dalla sirena. Il match termina sul 4-4, si va ai tiri di rigore. Questa volta le orchette sono glaciali dai 5 metri, il pallone decisivo lo insacca Mancini. E poi è grande festa per queste bravissime atlete. 
 
QUI CATANIA
L’Orizzonte sfiora la medaglia di bronzo nelle Finali Scudetto Under 15 di pallanuoto femminile e cede solo ai rigori contro Trieste, dopo aver compiuto una bella rimonta.
 
Le friulane hanno infatti vinto a fatica contro le catanesi, che avevano aperto il match vincendo il primo tempo 1-2, prima di perdere 1-0 la seconda frazione e 2-0 la terza. Quando sembrava tutto perduto però le rossazzurre sono riuscite a trovare il pareggio, conquistando l’ultimo tempo per 0-2, prima di cedere con onore ai tiri di rigore, con il punteggio fissato sul definitivo 9-8 a favore di Trieste.
 
In partita, per le catanesi guidate da Tania Di Mario, due gol per Marta Giuffrida, uno a testa per Dorotea Spampinato e Claudia Marletta.
 
Si conclude quindi una stagione straordinaria per le catanesi, poiché l'Orizzonte è stata l’unica società in Italia ad arrivare tra le prime quattro in tutte le categorie, dalla Serie A1 all’Under 19, dall’Under 17, con cui ha vinto il secondo Scudetto consecutivo, all’Under 15.
 
E al termine della partita contro Trieste è stato il coach dell’Under 15 a fare il bilancio della Final Eight appena conclusa: 
“Riprendendo il ritornello di una canzone che si sente in questo periodo – ha detto Tania Di Mario– abbiamo giocato queste Finali bene, ma non benissimo. Per qualcuna delle nostre ragazze era la prima Final Eight e credo che anche il fatto di aver finito ai rigori sarà una cosa che si porteranno dentro. Spero davvero che abbiano imparato qualcosa, perché come avevo detto all’inizio eravamo venute qui con questo intento. Io da allenatore ho imparato tanto e credo che abbiamo commesso tutti degli errori, altrimenti avremmo vinto qualcosa. Così non è stato, ma mi auguro che questa esperienza ci servirà per il futuro. Spero che riusciremo a far fruttare determinate cose, perché quando perdi ‘non devi perdere la lezione’. Spero che torniamo a casa almeno con quella”.
 
QUI COSENZA
Dignitosa partecipazione della Cosenza Pallanuoto alle finali nazionali Under 15 femminili svoltesi a Rapallo. La squadra allenata da Francesco Fasanella, l’unica delle tre categorie (15 - 17- 19) quest’anno ad essersi qualificata per le nazionali, si è aggiudicata la finale per il settimo e ottavo posto battendo per 4-1 la SIS Roma, prendendosi una meritata rivincita, dopo che le capitoline nel girone di qualificazione si erano imposte per 4-2. Un settimo posto lusinghiero per le giovanissime cosentine. Nell’ultima gara della propria partecipazione alle finali di Rapallo, la Cosenza Pallanuoto dopo avere chiuso in svantaggio la prima frazione di gioco, ha saputo stringere i denti per pareggiare prima e sorpassare poi le avversarie, nel corso delle rimanenti tre frazioni di gioco. Dopo avere iniziato con delle sonore sconfitte, la Cosenza Pallanuoto ha saputo crescere di partita in partita subendo sempre meno reti. Una partecipazione lusinghiera che pone le giuste basi per il futuro.
 
QUI SIS ROMA
Terminano senza lieto fine le finali nazionali della Sis Roma under 15. Le nostre ragazze vengono sconfitte dal Cosenza, contro cui era arrivata l'unica vittoria della competizione, concludendo la propria avventura con l'ottavo ed ultimo posto in classifica. Una partita che ricorda, per certi versi e a parti invertite, la gara del girone. Partenza sprint nel primo quarto di Matita e compagne, che passano in vantaggio grazie al gol di Sofia Scacco che risulterà essere l'unica ad entrare nel tabellino dei marcatori per i nostri colori. La concentrazione e l'intensità di gioco calano nel corso della seconda parte dell'incontro e le avversarie calabresi sono brave ad approfittarne e a completare la rimonta fino al 4-1 finale. Un'esperienza che servirà, comunque, alle nostre atlete per limare e correggere gli errori commessi durante la competizione e per continuare il proprio percorso di crescita in vista della prossima stagione sportiva.
Il nostro tecnico Enrico Alonzi, al termine della gara, commenta così la sconfitta e l'ottavo posto finale: "Il Cosenza ha meritato di vincere, non abbiamo affrontato la partita con le giuste motivazioni. Bisogna avere maggiore continuità e di certo paghiamo la nostra inesperienza, anche se sicuramente essere arrivati a giocare le finali nazionali è motivo d'orgoglio e ci aiuterà a cre scere sotto diversi punti di vista. In ogni caso siamo carichi per la prossima stagione, faremo di tutto per migliorarci. Ci tengo a sottolineare il lavoro svolto dalla società con il settore giovanile, che si conferma essere una volta di più tra i migliori in Italia".

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